I quattro progetti
Superficie e tomogramma
La catena multi-baseline. Quarantatre acquisizioni impilate, coregistrate massimizzando la coerenza e non il picco della cross-correlazione, invertite in quota con un periodogramma per pixel. Ne esce la superficie della piana e la nuvola tomografica.
La superficie del deserto si ricostruisce con precisione metrica. Le piramidi no: le facce a 52° contro un’incidenza di 37° sono in layover pieno, e il piano dei diffusori dominanti resta appena sopra il deserto.apri la sezione →Sinusoidi e FFT
Lo stesso dato guardato come somma di sinusoidi verticali, una per data, trasformata con una FFT vera su un reticolo non uniforme. Piu’ veloce, e soprattutto disegnabile: il campo di onde si vede pixel per pixel.
Coincide con la catena precedente entro un centimetro sul 100% delle celle. Non e’ un metodo alternativo: e’ lo stesso conto scritto in modo che si possa guardare.apri la sezione →Momento angolare orbitale
Il terzo asse non e’ piu’ la quota ma il tempo. Il vettore di ogni pixel sulle 43 date e’ una forma d’onda, e se ne misura il grado (quante volte la fase gira), l’intensità e ora anche il verso dello spin: la chiralità ±ℓ del campo complesso.
96 punti su 31 648 contro 3,6 attesi dal caso — 54 destrorsi, 42 sinistrorsi. La misura regge su dati grezzi, perche’ la carica topologica non vede gli schermi di fase lisci — offset, rampa orbitale, atmosfera, topografia.apri la sezione →Il verso dello spin, strato per strato
Non piu’ quante volte la fase gira, ma da che parte. Ogni .tiff letto in ordine temporale diventa uno strato — i modi azimutali da −2 a +2, il verso χℓ e la carica divisa nelle sue due metà — e gli strati ri-impilati sono il volume che si guarda. Un campo con m = 0 può avere χ ≠ 0: verso e grado sono grandezze diverse.
Che cosa hanno in comune
Gli stessi .tiff, la stessa finestra di analisi — le
tre piramidi in geometria radar piu’ un margine — e la stessa
regola: ogni soglia viene da una distribuzione nulla misurata, mai
scelta a mano, e ogni risultato viene riportato anche quando dice di no.
E arrivano tutte e quattro allo stesso ostacolo, da direzioni diverse. Le facce delle piramidi salgono a circa 52°, l’incidenza del radar e’ 37°: sono in layover pieno, con centinaia di punti di superficie ripiegati nella stessa cella di risoluzione. La prima catena lo vede come una superficie che non segue le facce, la seconda come un residuo che non si stacca dal nullo, la terza come l’assenza di un diffusore dominante, la quarta come una mano che si conserva nel tempo ma non cade sul bersaglio. Quattro osservabili indipendenti, una sola causa.